
C'è una cosa che non mi convince molto delle cosiddette religioni "monoteiste": la pretesa dell'ebraismo, dell'islam e del cristianesimo di avere l'esclusiva del Dio Unico e Assoluto. Voglio dire che, esaminando il fondamento di altre religioni - particolarmente quelle orientali e soprattutto l'induismo - il concetto di Dio risulta altrettanto unitario e assoluto, anzi forse filosoficamente più articolato, ampio e profondo. L'Assoluto del Vedanta, per esempio, implica l'onnipervadenza del divino, la sua immanente presenza in tutti i fenomeni e in ogni essere vivente, pur rimanendo coscienza cosmica e trascendente. Tutte le divinità del pantheon indù non sono che le manifestazioni più o meno limitate e transitorie di quel Dio che, in sé, è l'unica Realtà che sottende la manifestazione universale. Anche l'idea dell'incarnazione divina, tanto cara al cristianesimo al punto da essere il cardine della sua religiosità, non è una novità: penso alla Grecia, terra di semi-dei, di uomini-dei, e ancora all'India, dove il Dio si incarna come Avatara in molte forme, fra cui anche quella umana, quindi come uomo, per ripristinare quel legame con lo spirito che talvolta sembra perdersi. "Avatara" significa 'discesa' e implica proprio la manifestazione di Dio come creatura, in qualità di essere vivente uguale a tutti gli altri, dotato però della fiamma della coscienza superiore e del destino ultimo dell'Illuminazione. Molti di questi Avatara lottano apertamente contro il male e l'ingiustizia, e alcuni soccombono anche - sacrificano sé stessi - più o meno come Gesù. Anche nel buddhismo sono presenti concetti analoghi: per esempio si narra come in una delle sue incarnazioni il Buddha abbia dato la vita per sfamare dei cuccioli di tigre rimasti senza la madre. Un episodio simbolico che indica la totale disponibilità al sacrificio di sé e che, oltretutto, non relega al solo mondo umano la dignità di creatura vivente soggetto e oggetto di compassione - come noi occidentali, invece, tendiamo a fare. Con ciò non voglio dire che dobbiamo tutti convertirci alle religioni dell'oriente. Intendo, però, che certi risultati della ricerca mistica e filosofica non sono esclusivo appannaggio della nostra cultura, ma che in ogni epoca e a qualsiasi latitudine è possibile scoprire o ri-scoprire le stesse fonti di ispirazione spirituale. In questo senso il supposto mono-teismo delle religioni mediterranee rischia di essere soltanto la mono-litica mono-mania di chi ritiene di essere l'unico depositario della Verità.






